9 luglio 2013 Comments (0) Reportage

REPORTAGE: LA VIA DEL SALE AL KM-ZERO!

15 e 16 Giugno 2013, 2 date che non si possono certamente dimenticare!

“Comunque vada sarà un successo”, è la sintesi perfetta di questa 2 giorni di squadra che ci ha portati a testare un itinerario difficile e che a conti fatti valeva la pena di essere testato, ma andiamo con ordine.

Sabato 15: dal parcheggio di Varzi,  pronti-partenza-via, sbagliamo la prima deviazione, ma poco male perché ci permette di fare un bel riscaldamento in salita su asfalto per circa 3-4 km.

Riprendiamo la giusta direzione e dopo un’altra decina di km sempre in salita e sempre su asfalto, iniziamo la antica “Via Del Sale”. Poche centinaia di metri ci sarebbero dovute servire per capire a cosa andavamo incontro:  sentiero stupendo e soprattutto ancor più bello da conquistare se con scarpe da trekking e senza biga al seguito. 

Nonostante la fatica poi ci sono stati anche molti risvolti positivi: l’atmosfera del  pranzo al sacco in un bivacco in quota (recintato per protezione dai cinghiali), l’incontro inaspettato con branchi di cavalli liberi al pascolo,  la soddisfazione di un agoniato ristoro presso il rifugio del Monte Chiappo (http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Chiappo), quota 1.700 e confine tra lombardia, piemonte ed emilia romagna, senza parlare poi dei paesaggi.

Paesaggi mozza fiato che ci hanno accompagnato fino alle 20.30 circa quando, ci siamo accorti che rischiavamo di arrivare troppo lunghi e per questo abbiamo abbandonato lo sterrato in quota per buttarci sulla prima strada asfaltata che abbiamo incrociato, scelta davvero criticabile ed in effetti il destino ce lo ha fatto capire in poco tempo, infatti nel giro di 15 minuti in sequenza è successo che

  • si  è rotto un cambio posteriore (fortunatamente riparato con soluzioni d’emergenza);

  • abbiamo scoperto di essere ancora a più di 20km dall’albergo;

  • si è rotto il movimento della ruota libera (significa che il nostro “bersagliere” pedalava a vuoto e quindi  sui 20km che ci separavano dalla meta del giorno, almeno 15 erano di discesa e 5 di salita; eh già… il nostro povero eroe si è fatto questi ultimi 5km rigorosamente di corsa e spingendo la sua bici, proprio come un “bersagliere” d’altri tempi.

Per farla breve tra ritardi, inconvenienti, svolte sbagliate e guasti tecnici siamo arrivati in albergo alle 22.45. Come già detto però ne è valsa la pena perché nonostante la fatica, nonostante la fame, nonostante tutto quello che non è andato come doveva andare, in quante persone si sono godute un’avventura così (con rientro in notturna) ???

Domenica 16: dall’albergo di Torriglia partiamo veramente tardi, perché con 2 guasti tecnici di questa portata, l’idea di proseguire in sterrato sarebbe stata pura follia. Cambio di programma, abbandoniamo Portofino e scegliamo Genova come meta così da poter sfruttare un tratto più lungo di discesa. Fortunatamente poco prima della partenza, il buon “bersagliere” scopre che, con un po di pedalate violente,  riesce a far scattare il movimento della ruota libera e quindi a pedalare.

Siamo tutti più sereni e ci spariamo tutti d’un fiato i km di provinciale che ci porta a valle. Mentre si scendeva sono certo che ognuno di noi ha guardato almeno per un attimo i monti ed i boschi che sfilavamo come birilli ed ha pensato: “che peccato bruciarsi tutta questa discesa su asfalto…”

Fatto sta che arriviamo a valle, prendiamo la direzione per Genova che ci fa fare una bella salitina passando per un paesino dove colpo di scena, i ragazzi del KM-ZERO si sono trasformati in attori improvvisati per le foto di un matrimonio dove, sul sagrato della chiesa, hanno formato un tunnel incrociando le ruote delle bighe impennate ed i due sposini ovviamente sono passati sotto mentre il fotografo li immortalava come fossero loro gli eroi (bhe forse si dai…).

Da qui a Genova ancora una decina di km sempre e rigorosamente in discesa su asfalto, tanto che arriviamo in città belli morbidi per l’ora di pranzo e quindi decidiamo di chiudere l’escursione con un bello svaccamento in spiaggia. Un paio d’ore sono sufficienti per godersi il sole, il mare, i bikini … e quindi ci rimettiamo in sella alla volta della Stazione di Genova Principe, in pratica dalla parte opposta della città.

Credetemi attraversare a metà giugno una città come Genova, con cielo turchese e sole grosso come un melone,  passando dal lungo mare, al centro e di nuovo al lungo mare … non ha prezzo !!! L’atmosfera era molto da “Miami Vice City”, dove noi eravamo le vere “star” e tutti quei disgraziati fermi in coda su auto e motorini erano le controfigure di quel che saremmo stati noi in quei giorni … senza l’antica “Via Del Sale”.

 

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