31 agosto 2013 Comments (0) Reportage

Val Formazza: giro dei 4 Laghi

Eccomi a raccontarvi di una delle più belle e ben riuscite escursioni organizzate finora dal team KmZero. E i motivi per sostenere questo sono tanti e li conoscerete a breve…

Partiamo con ordine…innanzitutto per diversi motivi gli unici due escursionisti sono io me medesimo, Daniele e il grande JerrONE..pochi ma buoni direbbe qualcuno, in realtà in numero minimo e indispensabile per garantire la buona riuscita della gitarella.

Partenza da Riale, 1750 m slm, una manciata di case alla fine della Val Formazza appena prima delle cascate del fiume Toce. Ovviamente non ci leviamo di dosso la canonica oretta di ritardo pur non essendoci il Tama.

Veloce Set up delle bighe, caricata la mappa sull’indispensabile Garmin e via.. Prendiamo la strada sterrata piuttosto larga che in salita sulla destra della valle ci porta fino al primo rifugio. Già da subito si aprono bei paesaggi, infatti ci accompagna sulla sinistra nella salita, il grande lago artificiale Morasco dal quale periodicamente una sirena annuncia l’uscita delle acque che andranno più a valle a formare le famose cascate del fiume Toce. La salita non morde molto e ce la godiamo in relax. Dopo diversi tornanti e qualche sosta ad ammirare il paesaggio arriviamo al rifugio Maria Luisa 2157 m slm.

Magicamente il panorama si apre e a perdita d’occhio si scorgono solo montagne parzialmente innevate. E qui spero che la vostra immaginazione olfattiva possa farvi riconoscere nell’aria fine di quota l’odore dei fiori ma soprattutto un caspita di odore acre di fieno che poi si ritrova nei fantastici formaggi di malga!…

E poi io insisto per fare una variante studiata su Basecamp, troppo regolare cavolo dai una Ner…ta ci vuole. Jerry dall’alto della sua esperienza me ne concede solo meta, cosi invece di costeggiare immediatamente il lago Toggia, secondo artificiale, prendiamo un sentiero che ci fa salire fino al lago Castel. Qui se non fosse per le montagne che ci circondano, una spiaggia di sabbia chiara, fine e l’acqua cristallina ci fa sembrare di essere ai Caraibi!!!!….Naturalmente pausa panino e ci manca solo la birretta!

Finalmente un misero tratto in discesa ci riporta alla diga del lago Toggia e nuovamente salendo lo costeggiamo tutto fino ad arrivare al passo San Giacomo 2304m slm, il quale ci avverte che siamo al confine con la Svizzera. Faccio notare che Daniele e Cristiano sono in assoluto i primi due Kilometrini che sconfinano in escursione in un paese straniero oltretutto non UE…e uno sticazzi qui ci sta bene!

Finalmente si scende ed è subito goduria….giù per un sentiero tecnico ma scorrevole dove facciamo rotolare le nostre ruotone e senza fermarci arriviamo ad un primo torrente. Dopo aver studiato bene la situazione decidiamo di guadarlo in sella e senza perdere tempo come due escursionisti navigati ci portiamo al secondo torrente…e no non poteva andarci bene due volte!..qui non si guada in sella si guada a piedi…..nudi….in un torrente alimentato da acque dei ghiacciai a T=0°C, Viene benedetto l’unico sasso a metà torrente che ci consente di portare la temperatura dei piedi sopra lo zero.

Fantastico ora si scende bene a cannone e dopo pochi km comincia a cambiare anche vegetazione…ma non possiamo affrontare la discesa con le rane nello stomaco cosi troviamo un punto panoramico e ci gustiamo il secondo panino…

Scrutando il panorama cerchiamo di intuire il percorso per tornare in Italia…sullo sfondo si intravede un lungo serpentone in asfalto.. Pensiamo “menomale, il rientro in patria lo facciamo liscio”…si peccato che sono almeno una decina di km in salita con circa 900mt di dislivello!!..

Beh ma prima rituffiamoci nella discesa. Dopo un breve single track mooolto tecnico dove guadagno terreno dal mio socio, entriamo in un bosco dove Jerry da il meglio di se e riesco a fatica a tenergli la ruota….ma non mi scappa e ci troviamo finalmente ad All’Acqua 1545 m slm.

Siamo in Svizzera e da buon Italiano mi voglio levare lo sfizio di un caffè…non ascolto gli avvertimenti dello Zio e mi cucco lo schiaffone di 5 Euri per due cafferini al banco…e non sono riuscito neanche a sgraffignargli un Mars!!!..orecchie basse ci resta solo da riempire le borracce e iniziare la salitona per arrivare al Nufenenpas 2473 m slm…

È lunga e fa caldo, il sudore scende in viso…leviamo il casco e ci fermiamo più volte anche per guardarci un po’ intorno…ma più si sale e più l’aria si rinfresca e quasi alla fine della salita sui bordi della strada siamo fiancheggiati da muri di neve…ci lasciano stupiti e in alcuni punti riempiamo addirittura le borracce…ma non immaginiamo ancora cosa ci attende!!

Nell’ultimo tratto decido di raggiungere uno stradista crucco e scatto…lo vedo si avvicina, sto salendo a 15km/h ma quando raggiungo il passo mi fermo e la brama della sfida svanisce di fronte al superbo paesaggio.

Aspetto Jerry e mi accorgo che l’anteriore è sgonfia, molto sgonfia!…Shit!!..Butto dentro una CO2, il tempo di riposarci e rifocillarci un poco e si riparte con l’incognita della gomma…per l’occasione e per i ripetuti problemi alle gomme vengo insignito dell’onoreficienza di “Svalvolato”…

Dal passo si scende un poco in asfalto ma ad un certo punto si prende una deviazione per Griesspass e qui la neve sui bordi raggiunge livelli da me mai visti a fine Luglio. Non ci preoccupiamo, facciamo due foto e proseguiamo la breve salita.

Ahiahiahiahi….lo sapevo, la neve ancora copiosa ha nascosto il sentiero costringendoci al primo RusaRusa della storia Kilometrina su fondo innevato…fantastico ma questo ci consente di arrivare ad un ennesimo paesaggio mozzafiato. Seduto sul bordo di una roccia con le gambe a penzoloni sullo strapiombo ammiro le montagne di fronte e il lago alpino sulla sinistra..superbo!

Non possiamo fermarci molto, le nuvole all’orizzonte non promettono nulla di buon e l’orologio ci fa notare che siamo in ritardo sulla tabella di marcia…ripartiamo non prima di aver dato un’altra pompatina alle gomme 😀

Il sentiero lo vediamo e costeggia il lago ma si interrompe spesso, ricoperto di neve. Il presagio si è avverato, per raggiungere l’ultimo passo ci tocca rusare più volte attraverso neve non fresca ma comunque morbida…ora la fatica si comincia a far sentire e siamo rallentati molto…le luci le abbiamo ma siamo vestiti leggeri e il telefono non prende.

A tratti però il sentiero si lascia pedalare ed è veramente piacevole, basta non guardare a destra in basso verso lo strapiombo che si butta direttamente nelle acque gelide del lago.

Ultimo pezzo in salita per arrivare al Griesspass 2495m slm, il punto più alto del giro, entriamo nelle nuvole cariche d’acqua e non si vede a 5 metri. Considerando che è tardi il tel non prende e fa freddo, ammetto che per un attimo un velo d’ansia mi pervade..in più perdiamo il segnale del CAI ma grazie al Garmin del JerrONE lo riprendiamo subito e cominciamo a scendere.

Un impervio single track da guidare attentamente interrotto da tratti con bici in spalla e lentamente scendiamo verso un ampia valle alla fine della quale scorgiamo il lago Morasco che ci aveva accolto alla partenza. Siamo quasi arrivati e ci godiamo le ultime discese, stiamo già pensando ad un bel piatto di pasta quando da lontano vediamo il sentiero completamente bloccato da una frana. Nooo e ora come si scende??..ci avviciniamo e realizziamo che trattasi di neve ricoperta di terriccio e non di frana cosi rincuorati spingiamo stando attenti a non ruzzolare giù…

Finalmente arriviamo al lago, è fatta…come due pensionati lo costeggiamo su un breve “mangia-e-bevi” e dolcemente le bici ci portano alla macchina.

In una fontana ci ripuliamo dal fango e personalmente faccio un minuto di silenzio per le mie scarpette che mi lasciano, completamente lacerate dopo tre anni di duro esercizio in qualsiasi condizione!

Stanchi ma con gli occhi lucidi dei bambini ce ne torniamo a casa!

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